Gli astrociti rispondono al danno acuto con la proliferazione juxtavascolare

 

 

ROBERTO COLONNA

 

 

 

NOTE E NOTIZIE - Anno XI – 06 aprile 2013.

Testi pubblicati sul sito www.brainmindlife.org della Societŕ Nazionale di Neuroscienze “Brain, Mind & Life - Italia” (BM&L-Italia). Oltre a notizie o commenti relativi a fatti ed eventi rilevanti per la Societŕ, la sezione “note e notizie” presenta settimanalmente lavori neuroscientifici selezionati fra quelli pubblicati o in corso di pubblicazione sulle maggiori riviste e il cui argomento rientra negli oggetti di studio dei soci componenti lo staff dei recensori della Commissione Scientifica della Societŕ.

 

 

[Tipologia del testo: RECENSIONE]

 

Si ritiene che gli astrociti abbiano un ruolo importante negli eventi che si verificano immediatamente dopo un episodio di danno acuto dell’encefalo. La maggior parte dei dati e della nozioni in nostro possesso al riguardo č stata ottenuta mediante studi post-mortem, pertanto il comportamento di queste cellule gliali č stato inferito o desunto sulla base dei reperti statici rilevati dai quadri istopatologici e citopatologici, che sono stati interpretati alla luce della fisiologia gliale e del ruolo di queste cellule in altre condizioni patologiche.

Sophia Bardehle e colleghi, per accertare e studiare i meccanismi di reclutamento degli astrociti nelle sedi del danno in condizioni acute, hanno usato la microscopia bi-fotonica con scansione laser. Impiegando questa speciale metodica di osservazione, hanno seguito la risposta di astrociti etichettati con GFP nella corteccia cerebrale di topo adulto, nel corso di varie settimane dopo il danno acuto (Bardehle S., et al. Live imaging of astrocyte responses to acute injury reveals selective juxtavascular proliferation. Nature Neuroscience [Epub ahead of print doi:10.1038/nn.3371], 2013).

I principali istituti di provenienza degli autori sono i seguenti: Physiological Genomics, Institute of Physiology, and Department of Biochemistry, Ludwig-Maximilians University, Munich (Germania); Institute for Stem Cell Research, Helmoltz Zentrum Munich, Neuherberg (Germania); Institute of Anatomy, University of Leipzig (Germania); Department of Mathematics, Technical University Munich (Germania); University Medical Center Utrecht (Paesi Bassi).

La formazione di immagini in vivo ha rivelato una marcata eterogeneitŕ nella reazione dei singoli astrociti, con 1) un sottoinsieme che conservava la propria morfologia iniziale, 2) un altro che dirigeva i propri processi cellulari verso la lesione, e 3) una distinta popolazione astrocitaria localizzata in siti juxtavascolari che andava incontro a proliferazione.

In queste osservazioni si č rilevato che gli elementi astrogliali non accorrevano nell’area colpita. Sebbene nessun gruppo di astrociti migrasse attivamente verso la sede del danno, č stata osservata la proliferazione di astrociti juxtavascolari dopo il prodursi di una lesione. Il fenomeno si č ancora verificato anche quando l’estensione č stata ridotta, dopo la delezione astrocita-specifica della RhoGTPasi Cdc42.

Sulla base di queste immagini, che naturalmente saranno integrate dalle informazioni provenienti dal prosieguo della sperimentazione e vagliate nel confronto con altri studi condotti in vivo, si puň desumere che il noto fenomeno del reclutamento degli astrociti, in realtŕ si basi esclusivamente sulla proliferazione in una specifica nicchia anatomica.

 

L’autore della nota invita alla lettura delle recensioni di lavori di argomento connesso che compaiono nelle “Note e Notizie” (utilizzare il motore interno nella pagina “CERCA” del sito).

 

Roberto Colonna

BM&L-06 aprile 2013

www.brainmindlife.org